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Località: RUFINA
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Una vacanza in Toscana in un agriturismo di Firenze è l’occasione per rivivere attraverso le rievocazioni storiche le epoche che hanno caratterizzato la città medicea: da Lorenzo il Magnifico a Savonarola, tra profano e sacro, attraverso la prodigiosa memoria di Pico della Mirandola ed il genio di Leonardo. Il Rinascimento è stato l’epoca d’oro di Firenze, e tra le mura della città ancora si respira l’aria di quell’epoca istoricamente irripetibile. Agriturismo a Firenze significa perciò cultura storica. Le opere architettoniche sono note a tutti sulla carta, ma vederle, toccarle con mano, lascia addosso al turista un ricordo che lo accompagnerà per sempre.
Chi ama la natura, e per questo ha scelto di soggiornare in un agriturismo a Firenze, non può perdersi la visita ad uno dei più famosi giardini rinascimentali: quello di Boboli. Quarantacinque ettari di giochi d’acqua, viali di cipressi, famose e grottesche statue di eco classica: il verde e il bianco sono i colori dominanti. In questo ambiente naturale, inizialmente adibito a laboratorio botanico, furono coltivate per la prima volta le patate, oltre a numerose specie di flora esotiche. Per chi non si accontenta di un giardino, gli agriturismi di Firenze costituiscono la base ideale per conoscere e visitare le colline del Chianti.
Andare in un agriturismo di Firenze può essere lievemente più costoso rispetto ad altre forme di villeggiatura, ma ne vale sempre la pena. La Firenze cantata da Pupo e da Ivan Graziani reca traccia dei suoi secoli d’oro: restando in tema di canzoni, citiamo Santa Maria Novella, la chiesa voluta dal cardinale Malebranca. Di grande suggestione anche Piazza San Marco, in cui ancora riecheggiano le tremende parole di Girolamo Savonarola. ma niente paura: l’agriturismo ci attende dopo la visita a Firenze, per una cena naturale al cento per cento, condita magari da un famoso ed inimitabile olio toscano.
Dopo avere pranzato in un agriturismo a Firenze, niente di meglio di una visita alla Galleria degli Uffizi. Le opere ospitate sono firmate da artisti la cui fama è immortale: Masaccio, Paolo Uccello, Filippo Lippi,, il grande Leonardo, Botticelli, Michelangelo. Si tratta di nomi che fanno venire i brividi alla schiena, per questo è bene, durante il pranzo in agriturismo, scaldarsi con del Chianti classico, badando comunque a non esagerare. Non bisogna nemmeno approfittare troppo della fiorentina: il minimo è nove etti, ma spesso ne arrivano di più pesanti. I più delicati e sofisticati possono “accontentarsi” del lardo di colonnata.
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